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Pulcinella a Venezia

© Archivio fotografico Giuliano e Cesare Di Cola

Il Fotografo Professionista Kodak, Gennaio 1983

Questa città, piena di contraddizioni, che benché ricca di vita muore un poco ogni giorno, esercita un magico richiamo. L'hanno descritta poeti e scrittori, ma fino a che punto ci riescono le parole? L'obiettivo fotografico di Di Cola è andato oltre. Attraverso particolari inquadrature, tagli studiati, rapporti spaziali ben calcolati egli ha ricostruito Venezia e con un magistrale uso della luce ha fatto rivivere i colori caldi e dorati che hanno ispirato la pittura del 700 veneziano - da Tintoretto a Caravaggio - creando egli stesso dei veri quadri.
[...] Molte città hanno subito nel tempo un processo di trasformazione perdendo la loro primitiva fisionomia: la megalopoli ha soffocato i centri storici, ed è proprio la coscienza di questo irreversibile processo che fa avvertire a Di Cola la necessità di riscoprire l'antica realtà urbana. Egli scava dentro la città storica di cui raccoglie non il pittoresco ma quei particolari scorci - vicoli, portali, scalinate, botteghe artigiane - che servono a dare la dimensione del tempo passato e sono testimoni di un patrimonio storico - culturale da salvare. "Si può dire che per me la fotografia - sono parole di Di Cola - è il medium di una ricerca della presenza - assenza dell'uomo nel contesto oggettivo in cui esso vive. Intendo dire che se pure i miei soggetti sono muri e strade, essi non parlano esclusivamente di se stessi ma alludono alla storia, o meglio al vissuto dell'uomo che ha operato e opera fra gli stessi muri e le stesse strade". [...] In questo iter percorso da Giuliano Di Cola si inserisce oggi Venezia. [...] "Venezia, che forse è il centro storico per antonomasia, non poteva non costituire per me un appuntamento obbligato. Con la presenza di Pulcinella fra calli e campielli ho voluto dare alla mia interpretazione di Venezia un significato che trascende le apparenze. Infatti, al di là dell'evidente documentazione di un incontro- scontro di culture, ritrarre il personaggio napoletano in un'atmosfera così carica di rimando quale è quella veneziana, è stato un po' proporre una più problematicizzata dimensione della città lagunare. Per cui la presenza di Pulcinella nelle mie immagini non ha alcun risvolto folkloristico ma serve ad enfatizzare il soggetto principale che è Venezia con i suoi problemi e il suo carico di vissuto. In fatto di tecnica, in fase di ripresa non ricorro ad artifici di alcun genere, ma mi lascio guidare dall'istinto e dal gusto personale. Anche per la stampa opero in modo del tutto normale e tradizionale, trasportando poi l'immagine ottenuta su una superficie di tela, dopo averla spellicolata dal suo supporto di carta.

 Pulcinella a Venezia 

Di Cola ha fatto improvvisare davanti all'obiettivo Pulcinella [...] Un esempio straordinario per l'alta classe della tecnica fotografica e per l'intuizione concettuale di mettere a confronto la maschera napoletana con la città veneziana.

Hasselblad 74, 1983

[...] siamo estremamente lieti di vedere stampate le foto (Pulcinella a Venezia) di Di Cola sulla prestigiosa rivista Hasselblad 74. È con orgoglio che vediamo premiare la creatività, la tecnica e la professionalità di un fotografo italiano. Uniamo ai nostri complimenti quelli di Gustav Lagergren, manager p.r. della Hasselblad.

Fowa, 1983



Di Cola produce visioni ed ispirazioni rifabbricando in chiave flaubertiana le "cose viste": fa confluire, cioè, in un 'unica ed impetuosa cataratta sia le acque del realismo sia quelle del romanticismo. Ricomponendo, così con insolito vigore penetrativo la poetica grandezza di piccoli frammenti di realtà o di favola in quadri fotografici nudi ed analitici per il loro valore interno e quasi pittorici per la composizione delle figure, dei toni, delle luci sempre bloccati in un'irripetibile flash di perfezione formale, d'insuperabile ed eterna bellezza, egli pone le sue immagini decantate non già davanti agli occhi dell'osservatore ma davanti al suo intelletto. (Peppino Alario, 1983)

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